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PACA RONCO (PACARONCO)

PACA RONCO (PACARONCO)

Avvicinarsi alle opere di Paca Ronco ed osservarle con cuore puro è come entrare in un’altra dimensione, sottolineata da forme lineari di precisione assoluta e da giochi di luce che lasciano stupefatto il riguardante. Assolutamente significativo dunque il titolo di questa esposizione, perché OLTREPASSARE la realtà è proprio il nostro punto d’arrivo, il nostro scopo, quello che i dipinti esposti ci permettono di raggiungere. Ad un primo sguardo sembra questa una realtà fatta di “piccole cose”, per usare una locuzione di pascoliana memoria. In verità però, gli oggetti e le immagini delle sue opere diventano qualcosa di più che semplici cose; diventano emblemi in cui è trascritto in codice il destino dell’essere umano, per conoscere il quale l’uomo deve dimostrare il suo coraggio. Deve infatti palesare tutta la sua audacia in questa ricerca, che lo porterà ad osservare con intensità le meravigliose istantanee cristallizzate sulla superficie dipinta, per trovare il proprio spazio e il proprio tempo; deve avere la forza d’animo per andare oltre, in una nuova dimensione. Ed è una dimensione metafisica quella nella quale si viene proiettati, che in quanto tale è una concezione non costruita su basi filosofiche, ma che è, come dice Giovanni Gentile, coscienza di sé non astratta, nella quale si tenta di trovare l’essenza più intima del mondo e di se stessi. Alla base di questa esperienza pittorica si può riscontrare una passione inesausta, che muove l’artista e le consente di avvicinarsi agli oggetti con sguardo sempre nuovo, da punti di vista inusitati. È infatti sorprendente come i suoi dipinti diano la possibilità di mettersi in contatto con ciò che normalmente fa parte dell’orizzonte visivo umano, ma che di solito passa inosservato, vista la sua totale compartecipazione al quotidiano; i suoi pavimenti, le sue porte sono sguardi fugaci ed intimi sul mondo e ci costringono a fare i conti con quello che siamo, con quello che saremo. La perfezione formale dei quadri poi è di tale vigore da permetterci di cogliere l’abilità di Paca nella tecnica scelta, la pittura ad olio su tavola; il cromatismo luminoso delle superfici gioca con lo sguardo, in una corrispondenza “d’amorosi sensi” tale da darci la consapevolezza della realtà altra. Proprio la luce modula le superfici in modo da ottenere un’atmosfera di incredibile nitore, in cui il rapporto con le ombre diventa piacevole rincorrersi di chiaroscuri e dove la luce finisce per assumere una funzione vitale e le ombre ne sono la definizione. Come diceva Kant «Davanti a un prodotto dell’arte bella bisogna essere coscienti che esso è arte e non natura; ma la sua forma deve apparire libera da ogni costrizione di regole arbitrarie, proprio come se fosse un prodotto della natura». Ed è proprio questo che si può affermare davanti alle opere di Paca Ronco, artista capace di rendere verosimile la finzione, come se fosse prodotto di natura.
Federica Mingozzi

Biography

Paca Ronco è un’artista di grande talento che ama cimentarsi con soggetti diversi, semplici e tratti dalla vita quotidiana (porte, tovaglioli, mele, buste, scarpette, nuvole, orologi...); cosicchè la sua pittura può apparentemente sembrare una “pittura di cose”. Ma, in realtà, la concretezza degli oggetti effigiati sulla tela racchiude un significato più profondo, evocativo di una realtà “altra”, diversa da quella comune. I suoi dipinti rivelano la volontà di andare oltre il puro significato iconografico, per proiettare l’osservatore in una dimensione metafisica, in cui si spera di trovare l’essenza intima della vita.
L’idea di un’esistenza circoscritta entro dei limiti, che a volte stanno un po’ stretti, e della volontà di oltrepassarli è metaforicamente resa da opere come “Fuori c’è il sole”. In questo olio su tela il protagonista è un intenso fascio di luce che un portone aperto lascia entrare in una stanza: subito il pavimento si accende di cromìe intense, che vengono ulteriormente esaltate dal contrasto con la parte rimasta in ombra. L’intensità luminosa è quella che realmente si può riscontrare in certi giorni nitidi e d’aria cristallina. In tali giornate l’uomo sembra rinascere: rinvigorisce la speranza di attingere al significato ultimo delle cose.
Ecco allora perchè il dipinto si configura come una metafora: la luce è quella speranza che nutriamo di raggiungere una verità (di montaliana memoria).
Significativo è anche il titolo: se fuori c’è il sole, dentro, nell’anima, cosa c’è?
Anche altri temi sono presenti nell’opera di Paca Ronco: l’enigma, il mistero, il gioco d’intelligenza, il tempo che sembra essersi fermato...
E sono proprio i particolari, resi con una pennellata fluida e sicura nella loro precisa forma realistica che -una volta ingranditi, isolati, estrapolati dal contesto- ci inducono a riflettere su di loro, sulla funzione che hanno, sul significato che rivestono.
In “La festa è finita” noi vediamo una porzione di pavimento in ciottoli cosparso di coriandoli e non possiamo evitare di pensare che proprio quei pezzettini di carta poco prima hanno fatto divertire dei bambini... ma ora è tutto finito e ciò ci lascia con un senso di malinconia.
Pittura colta, dunque, quella di Paca Ronco; pittura che stimola il ragionamento e vuole instaurare un dialogo con lo spettatore su temi esistenziali.
Anna Brambati
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Paca Ronco
Paca Ronco realizza le sue opere utilizzando prevalentemente la tecnica dei colori ad olio, che l’artista sa amalgamare in modo tale da creare una pittura di grandissimi nitore e precisione.
La purezza dei suoi dipinti è ottenuta dalla sapiente unione del disegno e della luce. La forma è frutto di un segno sicuro -di accademica perfezione-, ma mai banale, in quanto gli oggetti sono spesso disposti secondo inusuali accostamenti. Si tratta di uno spazio fatto di cieli, nuvole, orologi, scatole, porte, porzioni di pavimento, drappi, frutti… Il tutto è vivificato dalla luce: una luce spesso intensa che si fa strada tra ombre ben definite.
Così, il gioco chiaroscurale assume l’importantissima funzione di contribuire allo stato di equilibrio che è il vero protagonista delle opere di questa pittrice. Ma se da una parte siamo affascinati dall’equilibrio, dall’altra abbiamo la consapevolezza della sua precarietà. Infatti, l’“immobilismo” della realtà raffigurata è dato dalla sensazione che il tempo si sia fermato (o, per dirlo con le parole dell’autrice, “sospeso”). Ma si tratta di un solo momento, di una intuizione-rivelazione che va oltre la dimensione temporale; poi tutto tornerà alla normalità.E Paca Ronco ha la lucida consapevolezza di ciò, pertanto la sua pittura è controllata e razionale. Prof. Anna Brambati

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Paca Ronco nasce a Torino e vive a Pieve Vergonte, Verbania. Di cultura accademica,
continua a reinterpretare la sua visione attraverso la lunga esperienza in campo
artistico. E' la padronanza magistrale della tecnica ad olio che le consente di ottenere
una gamma indefinita di toni nelle diverse cromìe, e quindi di dosare a suo piacimento luci e ombre, sfumature e contrasti. La figura diventa tanto più definita nel dettaglio quanto più vuole discostarsi da una rappresentazione realistica, e nella ricerca del particolare assume il valore di simbolo o per meglio dire di segno. Un linguaggio surrealista per esprimere una vastissima gamma di situazioni sentimentali ed una grande capacità di vedere gli oggetti con un completo distacco emotivo.“Ombra rossa”sembra cogliere l'attimo di una telefonata di lavoro sulla spiaggia con un intervento materico che sottolinea il legame con il luogo ed il momento, come un buon auspicio per il futuro.

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